Lettre de Massimo ETTORE,
qui a alerté les media et beaucoup d'entre nous, dès novembre 2001
Traduction Française Texte original en italien Mars 2002
Chères amies, chers amis,
Tout d'abord pardonnez mon silence. Comme je l'ai expliqué à de nombreuses reprises, je ne suis qu'un citoyen moyen, qui ne dispose pas de secrétariat, je n'ai ni association ni parti politique pour m'épauler. Mais lorsque j'ai vu que les medias daignaient s'occuper de notre affaire, j'ai décidé d'intervenir.
Depuis de nombreuses années, je m'occupe des peuples pauvres. Il me semble indispensable de reprendre ma place à leur côté, et à m'occuper de leurs problèmes qui ne sont pas seulement des cas isolés.
Beaucoup d'entre eux ont continué à m'écrire, jusqu'à créer avec certain un début d'amitié. Je les en remercie de tout coeur tous ceux qui comme moi s'occupent de causes qui ne sont pas nobles et qui ont le sentiment d'agir souvent seul ou d'être instrumentalisés.
Vos gentils mots et mêmes parfois vos paroles affectueuses, accompagnés de vos adhésions m'ont été précieux.
Chaque moisn j'envoie à mes amis une lettre de quelques pages, dans lequelles je tente d'apporter une reflexion, comme le chrétien que j'aimerai être, sur ce qui se passe dans le monde. Si cette lettre vous intéresse, demandez la moi elle est gratuite.
Beaucoup de lettres me demandent des informations au sujet de Safiya.
Beaucoup souhaitent savoir si leurs interventions sont toujours utiles.
Je m'empresse donc de faire le point sur cette question :
Les nouvelles semblent bonnes en définitive. Lors d'une importante réunion internationale, le président du Niger Olosegun Obasanjo a dit "Safiya a fait appel et nous attendons que justice soit faite. Une justice qui donnera du baume au coeur de ceux qui l'ont demandée pour elle et qui me réjouira moi aussi". "la société nigérienne est matchiste et chauvine" a ajouté le président, "et une société ne change pas en une nuit. Mais nous devons commencer à travailler pour la faire évoluer et rompre avec certaines règles sociales".
Le procès de Safira aura lieu le 18 mars. Je pense que même après les déclarations du président, le calvaire de Safira sera moins dur si nous continuons notre pression sur l'ambassade du Nigéria en envoyant à elle (et non pas à moi) notre demande de grace pour cette femme.
Je vous rapelle que les lettres allant dans ce sens, même brèves, (sauvez Safyia!) doivent mentionner vos nom, prénom, adresse.
Voici l'adresse de l'Ambassade en Italie : via Orazio 18, 00193 Roma.
Ecrire à l'ambassade est la meilleure façon de fête le 8 mars !
Le journaliste italien de la RAI, Leopoldo INNOCENTI, a pu interwiewer Safyia elle a déclaré qu'elle ne savait pas où se situait l'Europe ni l'Ilalie mais qu'elle remerciait toutes et tous pour l'aide apportée.
A la demande générale, je joints sa photographie. (NDLR / en page d'accueil)
PS : j'apprends que d'autres lapidations ont été décidées au Nigéria. Ces lapidations ont été décidées par notre faute car nous avons refoulé aux frontière des femmes pour les renvoyer dans leur pays d'origine.
Traduit par
Cristina LUNGHI (mél)
Queste nostre vigilanza e pressione sono tanto più importanti in quanto potrebbe esserci l'eventualità di una conversione della pena. E' accaduto così nel caso di Abok Alfa, la ragazza sudanese condannata alla lapidazione per lo stesso "reato": La condanna è stata cassata perché (ufficialmente) la sharya non si applica ai non-musulmani e Abok è cristiana, ma la giovane è stata processata per reati minori e condannata a 50 frustate: il che non è stata "giustizia" ma una specie di compromesso fra autorità nazionali e corte islamica. Abok è una ragazza e (forse) ha potuto sopportare senza danni gravissimi un supplizio del genere; se toccasse a Safiya (che ha fra i 30 e i 35 anni ma sembra una vecchia) quali sarebbero le conseguenze per lei? Dunque tornate a scrivere e fate scrivere all'ambasciata nigeriana. Sarà il modo migliore per festeggiare l'8 marzo.
Il giornalista della RAI Leopoldo Innocenti è riuscito a intervistare Safyia: Safya gli ha detto, fra l'altro: "Io non so dove sia l'Europa e nemmeno l'Italia ma mi hanno detto che persone di quei posti mi hanno aiutato. Ringrazio tutti. Auguro a tutti prosperità perché grazie anche a loro forse avrò salva la vita". Ha detto ancora: "ho subìto angherie e boicottaggi. Spero che questo non sia successo invano",
Su richiesta di molti torno a mandare una fotografia di Safiya.
Inviandovi quello che penso sarà il mio ultimo messaggio su questo tema &endash; credo che il 19 marzo tutti i mass-media daranno notizie dell'esito dell'appello - mi permetto di sottolineare la bellezza dell'esperienza che abbiamo vissuto insieme: non dobbiamo mai rassegnarci al senso di impotenza che talvolta ci coglie, se siamo capaci di stringere le mani di altre donne e altri uomini che come noi credono nella necessità della umana solidarietà, possiamo diventare una forza viva.
ettore masina
P:S: Mi sentirei indignato con me stesso se non vi informassi di quanto ho saputo subito dopo avere compilato il mio messaggio. Si preparano altre condanne alla lapidazione in Nigeria? E per nostra responsabilità? L'associazione Senzaconfine e l'Asgi Sicilia denunciano che i 2/3 delle donne nigeriane rastrellate in tutt'Italia (circa 60, spesso prese in casa e non sulla strada) in un'operazione contro la prostituzione e l'immigrazione clandestina, e successivamente rinchiuse al Centro siciliano di Detenzione Temporanea Serraino Vulpitta, la sera del 4 scorso sono trasportate alla Malpensa, da dove sarebbero state rispedite in serata nel loro paese di provenienza.
E' stato impedito loro di chiedere asilo, è stato impedito loro anche di poter avviare un percorso di reinserimento sociale per uscire dalla prostituzione, attraverso l'opera di Vivian Wiwoloku, pastore evangelico nigeriano che a Palermo ha recuperato 78 ragazze che ora lavorano, o attraverso l'opera di don Benzi che non soltanto ha salvato tante di queste donne ma ne ha denunziato lo stato di pratica schiavitù in cui si trovavano nel loro paese e in Italia.
Il pastore Wiwoloku ha adesso sottolineato che per queste ragazze la destinazione, una volta rimpatriate, sarà il carcere per mesi e mesi, in attesa di processo poiché la cauzione per la libertà provvisoria raggiunge cifre inaccessibili alle loro famiglie. L'estrema povertà spingerà nuovamente queste donne nel circolo della prostituzione; ma quelle che abitano nei distretti musulmani rischiano anche la condanna alla lapidazione. Dovremo occuparci di nuove Safiya, che in questo caso parleranno italiano per averlo imparato da tanti maschi di buona famiglia del nostro paese?
Senzaconfine e l'Asgi denunciano che ancora una volta che rimpatri del genere violano la legalità, nazionale e internazionale: esiste un divieto di deportazione, sancito dalla convenzione di Ginevra firmata anche dall'Italia.
Ci troviamo dunque di fronte a un nuovo atto di illegalità, un crescendo sempre piu' incontrollabile se queste pratiche non avranno risposta dal movimento che si è sviluppato in questi mesi contro la legge Bossi-Fini e per la difesa dei diritti di profughi e rifugiati. Buon 8 marzo!
e.m.
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